L’Italia diventa un eden per l’industria di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato

Con un investimento totale che, in cinque anni, dovrebbe arrivare a 500 milioni di euro, BAT si appresta a creare un nuovo centro di produzione, per sigarette elettroniche, tabacco riscaldato e bustine di nicotina, che BAT definisce “prodotti a rischio potenzialmente ridotto”.
Si stima che il centro occuperà circa 2.700 persone, di cui 600 assunte direttamente, (tecnici altamente qualificati nel campo della ricerca e sviluppo e della digitalizzazione) e 2.100 occupate nell’indotto, sia a livello locale che nazionale.

Il progetto prevede un impianto che si estende su 20mila metri quadrati, nell’area del porto di Trieste. L’impianto, dotato di 12 linee di produzione, lavorerà per rifornire il mercato italiano e l’esportazione globale dei prodotti come le sigarette elettroniche “Vuse”, i prodotti a tabacco riscaldato “glo” e quelli per l’assunzione orale di nicotina: “Velo”. Inoltre, si prevede di sviluppare alcuni prodotti per la terapia sostitutiva con la nicotina.
I lavori per la realizzazione della struttura inizieranno a metà novembre, con il completamento del primo modulo e la sua attivazione previsti a maggio 2022.

Il Governo e la Regione Friuli sostengono l’iniziativa

Il Ministro delle Sviluppo Economico Giorgetti a Trieste per il lancio del sito produttivo di British American Tobacco

Alla presentazione erano presenti importanti ministri del Governo Draghi: i Ministri per lo Sviluppo Economico (Giorgetti) e delle Politiche Agricole (Patuanelli), e il Presidente della Regione, con il Presidente Fedriga.
Si ripete lo schema già visto all’opera a Crespellano, vicino Bologna, quando il Governo Renzi e la Regione guidata all’epoca dal Presidente Vasco Errani, sostennero in ogni modo la nascita dello stabilimento della Philip Morris. L’appoggio in Parlamento Il Governo, e, successivamente, praticò uno sconto fiscale ai prodotti a tabacco riscaldato, la cui aliquota fiscale è arrivata al 75% di quella degli altri tabacchi lavorati.
Anche in questo caso di BAT a Trieste, le pubbliche amministrazioni offriranno molti vantaggi a BAT e, in primo luogo, il vantaggio della sede nel porto di Trieste con la sua caratteristica di “porto franco” dotato di legislazione speciale sia doganale che fiscale.

L’Italia sta diventando l’eden dell’industria del tabacco

Con grande leggerezza, l’Italia sta andando avanti in una partnership con una industria, quella del tabacco, che vende prodotti tossici che creano dipendenza e, nel complesso, uccidono 8 milioni di persone ogni anno, nel mondo.

I nostri governanti hanno dato credito alla nuova retorica dell’industria che afferma di voler sostituire le sigarette combustibili con i suoi nuovi prodotti: sigarette elettroniche, sigarette a tabacco riscaldato, bustine di nicotina. Come dice il Ministero della Salute, nessuno può oggi affermare che questi prodotti siano a rischio ridotto, eppure i Governi e il Parlamento hanno fatto il diavolo a quattro per assicurare condizioni di favore.
In campo fiscale, sui prodotti a tabacco riscaldato e sulle sigarette elettroniche, sono stati applicati importanti sconti e le maggioranze parlamentari sono state irremovibili alle richieste di singoli parlamentari di riequilibrare queste distorsioni.
Si tollera che questi nuovi prodotti vengano pubblicizzati sui muri delle città, nei social media, aggirando le norme che vietano la pubblicità del tabacco.
I Ministri delle Politiche agricole si battono per aumentare la produzione di tabacco in Italia, favorendo accordi con l’industria del tabacco che si presenta come benefattrice dell’agricoltura italiana.
Il Ministero dell’ambiente chiede all’industria del tabacco di fare campagne promozionali contro l’abbandono dei mozziconi, creando il paradosso che coloro che causano il problema dell’inquinamento, cioè i produttori di sigarette, sono trattati come quelli che possono aiutare a risolverlo.
L’Italia ha bisogno di buona occupazione per produrre prodotti benefici, ma quella che serve a produrre prodotti tossici e che causano dipendenza non è buona occupazione.

FONTE

ANSA Tabacco: Bat, nuovo hub a Trieste, investimento da 500 milioni

British American Tobacco: nuovi prodotti, vecchi trucchi